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Sempre più persone oggi, lamentano una difficoltà a digerire le proteine del latte. In alcuni casi si tratta di intolleranza al lattosio; la mancanza dell’enzima necessario alla sua scissione in glucosio e galattosio rende questo alimento difficile da digerire e può causare  disturbi quali meteorismo, cefalea, colite, sonnolenza, fino ad alterazioni dell’alvo  più importanti. In altri casi la scelta di evitare il latte e derivati dalla propria alimentazione, nasce da motivi etici, ambientali e salutistici.

Nei soggetti adulti è preferibile  assumere latte vegetale, di soia, di riso o di  avena. Il latte vaccino è ricco di grassi, proteine e favorisce la crescita cellulare, utile nel bambino ma non nell’adulto. Dove reperire allora il minerale calcio, tanto importante per le ossa e non solo per queste? La soia è una fonte di calcio, può essere assunta come latte al mattino, altrimenti aggiunta sotto forma di germogli di soia alle insalate e verdure. Le mandorle e le nocciole sono ricche di calcio  (30, 40 grammi al giorno). I legumi come fagioli, lenticchie, ceci rappresentano una fonte di calcio, oltre che di proteine vegetali. Non dimentichiamoci poi dei semi di sesamo, di papavero, di girasole e di zucca, grandi fonti di calcio che si possono aggiungere alle pietanze.

Altre fonti da cui trarre tale minerale sono le erbe aromatiche, come prezzemolo, salvia, menta, rucola, rosmarino, basilico. Non dimentichiamo  l’acqua, alcune di esse ne sono particolarmente ricche. Ricordiamoci che l’assorbimento del  calcio è legato alla presenza di vitamina D. Tale vitamina si forma in seguito all’esposizione della pelle al sole, in inverno è possibile andare incontro a una carenza. Se i valori sono eccessivamente bassi, l’esame del sangue lo dimostrerà. Per colmare tale mancanza si possono assumere con maggiore frequenza degli alimenti che ne sono più ricchi, come per esempio il salmone, lo sgombro, l’olio di fegato di merluzzo e le uova.

Cosa fare invece  per prevenire la perdita di calcio? La dieta alcalina è utile in questo senso. La dieta dovrebbe essere ricca di alimenti in grado di innalzare il Ph dell’organismo. E’ importante assumere  grandi quantità di verdure, limitare la frutta, assumere alimenti come il limone che ha azione alcalinizzante, cereali integrali, proteine vegetali, come fagioli, lenticchie, ceci, soia, meglio quella fermentata. Le proteine animali in generale, latte e latticini compresi,  favoriscono una aumento dell’acidità  metabolica. Per mitigare questo fenomeno, viene liberato calcio dallo scheletro, eliminato poi con le urine, a scapito però della muscolatura che si demineralizza, indebolendosi.

 

Attenzione alla caffeina che acidifica il nostro organismo, al the e al cioccolato.

Piuttosto il the bancha e il caffè d’orzo.

Utile evitare lo zucchero, anche quello di canna.

Ricordarsi che l’attività fisica è fondamentale per un buono stato di salute, il regolare esercizio fisico consente di mantenere scheletro, ossa e muscoli in buono stato di salute, conservando il calcio e consentendone un regolare utilizzo.