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Fibromialgia e alimentazione

La fibromialgia colpisce più di frequente le donne tra i 30 e i 55 anni.

Si caratterizza per una sintomatologia dolorosa che interessa sia la parte alta, che quella bassa del tronco.

Quando per più di tre mesi, sono doloranti alla pressione 11 dei 18 trigger points, si può fare diagnosi di fibromialgia, dopo avere escluso altre forme di patologia infiammatoria muscolare.

Spesso è associata una componente ansiosa o a volte depressiva, possono essere presenti, emicrania, disturbi del sonno, disturbi della funzionalità dell’intestino.

Sono elementi che depongono a favore di una carenza nell’organismo di una sostanza, la serotonina.

Vengono prescritti spesso antidepressivi o ansiolitici.

L’alimentazione deve prevedere cibi che contengano alimenti utili, per esempio,

alimenti ricchi di omega 3, pesce, olio di oliva, noci, mandorle per la presenza di  magnesio, minerale che rilassa la muscolatura e calma le infiammazioni implicate. Banane e cioccolata fondente sono ricchi di magnesio, vanno bene fatta eccezione per coloro che soffrono di emicrania.

Vitamine C e D, per mantenere sano, insieme al calcio e fosforo l’apparato osseo, vitamine del complesso B, per la salute del sistema neuromuscolare.

Utili le proteine vegetali e animali, necessarie ai tessuti di sostegno, quindi carni bianche e legumi.

Tra i cereali meglio preferire quelli integrali, riso integrale per esempio.

Quali cibi è meglio evitare? I fritti, i grassi saturi, carni rosse, salumi, patatine,

zuccheri raffinati e caffè.                         

Lo stile di vita è molto condizionante, bisogna prendersi cura di se stessi, pensando a come trovare il tempo per svolgere attività fisica.

Scegliere di fare attività fisica dolce, regolare, rilassante e costante, sarà un regalo utile al nostro corpo.

Camminare all’aria aperta, andare in bicicletta, nuotare è di aiuto all’apparato neuromuscolare.

E’ altrettanto valido pensare di fare massaggi miorilassanti, rivolgersi alla  chinesiterapia per muoversi in acqua calda.

Ricordo l’importanza della terapia termale, quando la fase di dolore e infiammazione non è acuta, ma silente.

Il calore, insieme alle proprietà terapeutiche delle acque termali, consente di ottenere un effetto antinfiammatorio, antidolorifico e rilassante sulla muscolatura.