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Intolleranza al lattosio

La più frequente intolleranza enzimatica è quella al lattosio.

E’ causata da una ridotta produzione dell’enzima lattasi, da parte della mucosa dell’intestino.

Tale enzima serve a scindere il lattosio nelle sue due componenti, glucosio e galattosio.

La carenza di questo enzima si verifica con una certa frequenza nel soggetto adulto, meno spesso in età scolare.

I sintomi sono rappresentati da meteorismo, dolori addominali, crampi, diarrea.

Si manifestano poco dopo avere assunto latte o formaggi e la loro intensità è proporzionale alla quantità di latte assunto.

La diagnosi si effettua con il Breath Test, test del respiro.

La terapia si basa sulla riduzione o eliminazione del latte a seconda del grado di intolleranza.

In commercio, ci sono alimenti poveri di lattosio, più facilmente digeribili.

E’ bene ricordare che anche i farmaci possono contenere lattosio e così gli insaccati, che lo contengono come conservante.

Per chi presenta intolleranza al lattosio, è importante sapere che il calcio, minerale fondamentale per la salute delle ossa, è contenuto anche in altri alimenti.

Frutta secca, noci, mandorle per esempio, verdure come broccoli e cavolfiori, soia, quinoa, sono buone fonti di calcio. E’ importante scegliere  un’acqua ricca di calcio, dato la buona biodisponibilità di questo minerale.

Al mattino si possono assumere bevande vegetali, latte di avena, per esempio o latte di soia, latte di mandorle più calorico, da bere magari due volte la settimana, o ancora latte di riso.

Ricordo , che l’eccessiva assunzione di latte vaccino e formaggi, può favorire una riduzione di calcio dalle ossa, l’acidità delle proteine, infatti, comprese quelle del latte, favorisce una liberazione di calcio per riequilibrare l’omeostasi dell’organismo.

Quindi se non ci sono problemi di intolleranza, è bene comunque, assumere con moderazione latte e derivati.